in Ricordo di Giordano Bruno 1600-2012
ROMA, 17 febbraio 1600 – Campo dei Fiori
Oggi muore la libertà di pensiero e si afferma, con la prepotenza che contraddistingue l’ignoranza, la logica inquisitoria per cui il potere decide dall’alto il bene ed il male di ognuno, ignorando il concetto di libertà ed autodeterminazione che dovrebbe contraddistinguere ogni essere umano. Oggi muore Giordano Bruno, messo al rogo dall’inquisizione, bruciato vivo dal conformismo e dal tacito consenso della massa impaurita e condizionata da un potere che cercava di mantenersi attraverso il terrore. Un terrore che proveniva dalle istituzioni e condannava chi dissentiva dal pensiero imposto dall’alto. E’ questa la logica dell’inquisizione, ricordiamolo bene e non dimentichiamolo mai: “Dato che le nostre idee sono vere, tutto ciò che diverge dalla nostra verità è senza dubbio falso e chi lo propone condannabile”.
Attualità di Bruno
Giordano Bruno è una figura che, purtroppo, dobbiamo considerare di estrema attualità. Oggi, 17 febbraio 2012 la logica dell’inquisizione romana che condannava a morte il libero pensatore Giordano Bruno, è ancora utilizzata in alcuni contesti istituzionali, ordinistici ed accademici. Non soltanto quindi da parte della chiesa ma anche da chiunque rivesta ruoli di potere basati su specifiche convinzioni, anche in ambito scientifico.
La scienza è dominata da una forte chiusura di alcuni accademici e di alcuni ordini professionali che vorrebbero imporre un pensiero unico, il loro. Ecco che la formula dell’inquisizione “Data la nostra verità tutto ciò che diverge da essa è falso” investe ogni branca del sapere scientifico, dalla medicina alla nostra psicologia.
In Nome della Comunità Scientifica
Ecco allora che ordini e accademici utilizzano un concetto astratto come la “comunità scientifica” esattamente come la chiesa si nasconde dietro l’immagine di Dio. Né la comunità scientifica né Dio possono essere rintracciati per sapere direttamente cosa pensano, perché sono figure entrambe astratte, senza un unico referente ufficiale. Infatti sia nella scienza che nella religione esistono comunità in contrasto tra loro, non è un’unica voce. Però c’è chi crede di essere l’unico amministratore del sapere, l’unico detentore della verità.
Se la comunità scientifica fosse il portavoce universale della verità chiediamoci se abbia anche riconosciuto l’esistenza di Dio! Se il 99% degli scienziati non credesse in Dio non significherebbe che Dio non esista, e viceversa. La libertà consiste in questo. Non è la maggioranza che fa la verità, la verità esiste indipendentemente se si creda o non si creda in essa. Anche se non credessi che nel sistema solare il Sole fosse al centro ed i pianeti fossero orbitanti rispetto ad esso, questo non significherebbe che non sia così.
La Comunità Scientifica “non esiste”
La comunità scientifica non esiste se non come concetto che include tutti gli scienziati, proprio tutti, accademici e non. Non ha un referente ufficiale, anzi, ogni membro della comunità scientifica può avere pensieri diametralmente opposti ad un suo pari. Allora chi decide chi ha ragione e chi ha torto?
Quando si chiama in causa la comunità scientifica lo si fa sempre perché c’è un terzi che deve giudicare come ho avuto modo di scrivere con un aforisma:
“Chi chiama in causa la comunità scientifica per proteggere le proprie affermazioni probabilmente non ha un pensiero scientifico proprio, ma utilizza un’entità astratta che non ha alcun referente ufficiale né un numero di telefono per verificare la veridicità delle proprie affermazioni” (Baranello, 2012).
La Scienza in Tribunale
Dobbiamo essere molto attenti a questo perché quando la scienza e gli scienziati vengono portati di fronte a giudici, nei “tribunali” ordinistici o in quelli ordinari avremmo un nostro pari, elevato al ruolo di giudice, che dovrà decidere cosa sia scientifico e cosa non lo sia e quindi dovrà riferirsi soltanto al già noto perché l’innovazione non c’è nel già conosciuto, ma è nella strada non ancora battuta.
Ecco allora che deve prevalere il DIRITTO per tutelare la libertà della scienza e l’autodeterminazione di scienziati e professionisti. Nessuna scienza può essere imposta istituzionalmente, perché altrimenti non sarebbe scienza, ma dittatura. Il DIRITTO deve prevalere e tutelare anche la minoranza. Non esistono verità di maggioranza e verità di minoranza, ma esiste il diritto all’esercizio della libertà scientifica.
La formula dell’inquisizione determina una verità assoluta e quindi inibisce, blocca, contrasta ogni possibilità di dimostrare il contrario. L’inquisizione non vuole dimostrazione, parte dall’idea di un’unica ragione.
L’inquisizione rifiuta l’invito a prendere atto delle dimostrazioni, evita il confronto diretto, impone!
Giordano Bruno il Paradigma dell’Amore Incondizionato
Giordano Bruno è una figura paradigmatica. Ha scelto la via dell’amore per la libertà di pensiero, un amore incondizionato, un amore vero che porta a morire pur di non piegarsi all’ignoranza. Lo scienziato vero non impone il suo credo ma lo mette sul tavolo della discussione lasciando piena libertà al proprio collega di dissentire, è una mutua regolazione in cui tutti i partecipanti rimangono sempre liberi. L’inquisizione non permette tutto questo.
Avete mai amato qualcuno al punto di pensare di riuscire a sopportare ogni dolore, con un’intensità in grado di allontanare la fatica e la paura? L’amore di questo tipo nasce dalla ferma convinzione in ciò che si sta costruendo, nei propri obiettivi. L’amore per una persona ma anche l’amore per un’ideale. La libertà trova vincolo soltanto nel diritto all’esercizio della libertà di un altro. Giordano Bruno non ostacolava la libertà della Chiesa di affermare le proprie convinzioni mentre è avvenuto il contrario.
L’amore non nasce dal nulla, è una sensazione che si crea nel momento in cui agiamo credendo in esso, costruiamo. L’unico ostacolo all’amore è l’idea di non farcela, è la paura del futuro che rende il futuro buio. Per poter illuminare la strada che abbiamo davanti dobbiamo inoltrarci nel buio con la nostra luce e gradualmente vedremo. Serve il primo passo a cui farà seguito il passo successivo. L’inquisizione invece vuole che il buio sia dominante, perché la luce minaccia il loro potere. Questo valeva un tempo, questo purtroppo vale ancora oggi, in ambito scientifico. Quando la scienza sale al potere si comporta come l’inquisizione romana di fronte all’innovazione senza capire che quando siamo davanti a qualcosa di nuovo, forse chi basa le proprie idee su vecchie convinzioni non ha gli strumenti per vedere ciò che vede l’innovatore.
I nostri accademici non hanno gli strumenti per giudicare ciò che non conoscono! Figuriamoci un giudice che per capire fa riferimento agli stessi accademici. Chi parte da errate convinzioni arriverà a giudicare sulla base della propria idea e, nonostante le buone intenzioni di tutela, il risultato sarà un errore. Non si può giudicare la scienza, non si giudica il pensiero, deve prevalere i DIRITTO alla libertà scientifica.
Nessuno è Avanti Rispetto al Proprio Tempo!
Quando sentiamo dire che Giordano Bruno era avanti rispetto al suo tempo non dobbiamo ammirarne la lungimiranza, ma dobbiamo capire che le sue intuizioni erano esattamente nel suo tempo ma la loro diffusione avrebbe minacciato il potere dominante basato su vecchie ed anacronistiche idee. Quello che è accaduto è che qualcuno, in posizione dominante, ha impedito a tutti noi di essere avanti secoli nella nostra conoscenza.
Non è Giordano Bruno avanti nel tempo, siamo noi ad essere indietro di secoli!
Un’occasione di Confronto. Non Perdiamola!
Colgo l’occasione per invitare i liberi pensatori, i curiosi e gli innamorati della conoscenza a partecipare ai nostri SEMINARI collegandosi su ISTEM EVENTI. L’occasione di incontrarsi in un dibattito aperto su scienza e conoscenza.
a cura di
Marco Baranello
fondatore teoria emotocognitiva
Come Citare questa Fonte (Norme Internazionali):
Baranello, M. (2012)
In ricordo di Giordano Bruno 1600-2012.
newsmeet.net, Roma.



