Terremoto gennaio 2012. Prevenire panico e catastrofi.


– SCIENZA — 27 gennaio 2012 ore 15.53. Scossa di terremoto avvertita a Milano e in molte regioni del nord, dal Trentino alla Toscana. Dai dati divulgati dai media nazionali il terremoto sarebbe stato percepito chiaramente a Parma, Padova, Venezia, Milano, Genova, Firenze ed in molte altre città. Epicentro dell’evento sismico in Emilia-Romagna nella provincia di Parma, distretto sismico di Frignano con un’intensità di 5.4 gradi della scala Richter ed ipocentro a 60.8 km  (dati INGV). La sequenza di eventi sismici che negli ultimi giorni ha colpito il nord della penisola sta iniziando a preoccupare la popolazione generale. Dato l’elevato grado di incertezza nella previsione di eventi sismici e la scarsa capacità di fornire strumenti adeguati per la prevenzione degli effetti catastrofici dei terremoti, le persone non si sentono al sicuro.
Sono inutili ovviamente i tentativi di rassicurazione che anzi, potrebbero portare a sottovalutare i segnali del nostro pianeta. Una sottovalutazione può creare un rischio di mancato allarme, così come una sopravvalutazione può portare a procurare allarme dove potrebbe non esserci.
Come sostengono le nostre teorie emotocognitive, la prima forma di tutela è l’informazione e si può prevenire panico e catastrofi con programmi generali di educazione scientifica e funzionale. Suggeriamo alle istituzioni di tenere in considerazione quanto proposto da nuove teorie in ambito della prevenzione psico-sociale per creare adeguati programmi e modelli educativi.
Eventi sismici come i terremoti richiamano l’attenzione anche sul fatto che ogni pianeta  è un vero e proprio organismo vivente e, come tale,  tende autonomamente all’equilibrio di fronte a specifiche perturbazioni nel sistema globale.
Il pianeta Terra, come tutti i pianeti, è parte integrante di sistemi più ampi, sistema solare, galassia, intero universo. Oggi ci accorgiamo che la scienza ha più che mai bisogno di nuova linfa, di nuove idee e modelli teorici in grado di aumentare il grado delle nostre conoscenze anche sul tema di una possibile previsione di eventi sismici. Per questo è necessario che la scienza sia sempre aperta e non riservata a piccoli gruppi di potere accademici che, spesso, tendono a svalorizzare le intuizioni scientifiche provenienti da fonti diverse da quelle da loro accreditate.
Il dibattito sulla previsione dei terremoti è più che mai aperto. Su newsmeet.net sono già state ricordate le intuizioni scientifiche di Raffaele Bendandi basate su un modello che potremmo definire “geometrico” di previsione dei terremoti e associato all’influenza elettromagnetica del Sole e dei pianeti. Per Bendandi ci sarebbe la stessa influenza che la Luna avrebbe sulle maree. Non è un’ipotesi assurda, anzi, appare sufficientemente verosimile per essere approfondita in studi scientifici.
In questo caso sarebbe necessario che una ricerca in tale senso fosse finanziata e sostenuta mentre, come spesso accade, si tendono a finanziare altri tipi di ricerche basate, a volte, su modelli teorici non in grado di creare reale innovazione. Qui non stiamo parlando di 2012 come l’anno delle profezie dei Maya, ma del 2012 come anno della tormenta solare già prevista dalla NASA, l’anno di una tempesta elettromagnetica che investirà il nostro sistema solare e, quindi, anche il pianeta Terra.
Seguendo le linee teoriche di Raffaele Bendandi, almeno quel poco che si conosce, l’aumento dell’attività magnetica del Sole (associata all’aumento delle macchie solari) potrebbe essere quindi legato con un incremento dell’attività sismica sulla Terra e/o con un aumento dell’intensità dei terremoti. In parallelo si dovrebbe assistere anche ad un incremento di altri fenomeni elettromagnetici naturali come le aurore boreali.
Dovremmo iniziare, in ambito scientifico, a creare un laboratorio aperto in cui ogni scienziato, studioso e ricercatore possa apportare il proprio contributo per lo sviluppo della conoscenza globale. Quando vediamo, soprattutto nei media televisivi, accademici che tendono quasi a deridere chi propone modelli di previsione dei terremoti, viene in mente la storia recente di Giampaolo Giuliani e la storia del terremoto dell’Aquila del 2009.
Riportiamo uno stralcio di un articolo on-line del corriere della sera del 1 aprile 2009, cinque giorni prima del sisma Aquilano, in cui Guido Bertolaso, all’epoca capo della protezione civile, offre una sua opinione circa i comunicati di previsione dei terremoti: 
 

“tratto da corrieresera.it. Annunciata con toni quasi profetici da Gioacchino, Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che da anni sostiene di aver elaborato un metodo in grado di prevedere l’arrivo degli eventi sismici, la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere «disastroso», ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni. Tale il vespaio, da costringere ieri la commissione Grandi Rischi della Protezione civile a riunirsi in fretta e furia «per rassicurare la popolazione che non c’è alcun pericolo in corso», che «la situazione è monitorata ora per ora» e che «non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un sisma». Con un diavolo per capello, il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, si è scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare.”

 
Leggendo questo stralcio appare immediatamente il tono inquisitorio, di condanna, nei confronti del ricercatore autonomo Giampaolo Giuliani e la sua assimilazione ad un profeta. Guido Bertolaso chiede una punizione esemplare. La previsione di Giuliani è stata quindi sottovalutata ed è stato indagato per “procurato allarme”. Cinque giorni dopo il disastro è avvenuto realmente.
Oggi, invece, a quasi tre anni dal sisma, è Guido Bertolaso ad essere indagato per “omicidio colposo plurimo e disastro colposo”. Il nostro punto di vista è comunque che non si possa accusare né l’uno né l’altro di fronte ad eventi che, ancora oggi, hanno un bassissimo grado di prevedibilità. L’unico vero colpevole è la nostra ignoranza scientifica e, forse, ma è solo un pensiero ad alta voce, la chiusura scientifica di alcune sfere di potere accademico e di alcuni consulenti tecnico-scientifici.
Ribadiamo il nostro punto di vista circa la necessità di una nuova educazione scientifica libera ed aperta, svincolata dai giochi di potere di possibili corporation accademiche.
C’è oggi necessità di una vera e propria educazione funzionale che dovrebbe essere inserita in ogni contesto formativo ed educativo, dalla scuola primaria all’università. Dall’altra parte dobbiamo lasciare che la scienza sia una stanza sempre accessibile per tutti, sia per chi vuole informarsi che per chi vuole contribuire alla crescita del nostro sapere. Con l’ISTEM (Istituto di Studi Emotocognitivi) abbiamo già realizzato un programma continuo di “eventi scientifici” di libero accesso denominato ISTEM Eventi dove i nostri docenti, collaboratori e professionisti incontrano il pubblico in seminari aperti di discussione scientifica e culturale.
Nel caso di terremoti, così come per molte altre questioni, maggiore sarà la diffusione di adeguate conoscenze maggiore sarà la nostra tutela, perché ognuno di noi, in caso di un evento eccezionale, avrebbe già adeguati strumenti conoscitivi ed operativi per ridurre i rischi di panico, di disturbi acuti e post-traumatici da stress ed, ovviamente, ridurre i rischi di catastrofe legati ad azioni sbagliate perché associate ad errate convinzioni sul funzionamento delle cose.
Rinnoviamo quindi l’invito alle istituzioni di prendere in seria considerazione le nuove scoperte circa l’uso dell’educazione funzionale per la tutela della salute e la prevenzione del disagio psico-sociale prodotte dalla teoria emotocognitiva. La conoscenza è oggi già disponibile e può essere utilizzata per creare programmi educativi in ogni scuola di ordine e grado, in ogni contesto educativo nonché sanitario e nella popolazione generale, un’educazione in grado di migliorare l’organizzazione delle risorse di ognuno di noi e creare programmi di prevenzione su larga scala.

 

a cura di
Marco Baranello
psicologo e teorico della scienza
fondatore della teoria emotocognitiva
 

come citare questa fonte (norme internazionali):
Baranello, M. (2012)
Gennaio 2012. Terremoto in Italia. Da Bendandi alla ricerca scientifica
www.newsmeet.net, Milano 27 gennaio 2012

 

Un Commento a “Terremoto gennaio 2012. Prevenire panico e catastrofi.”

  • Redazione:

    La questione terremoti è di estrema importanza soprattutto per quanto riguarda il futuro degli studi scientifici sulla previsione degli eventi sismici sia per quanto riguarda il presente della prevenzione delle catastrofi basata su una corretta educazione funzionale di istituzioni e popolazione generale. Per questo newsmeet ha deciso di aprire una RUBRICA sui terremoti dove saranno inseriti aggiornamenti in materia e commenti. Presto On-Line!

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