La vita di Paolo Angelani in Scena a Monterotondo


– Monterotondo — Gli ultimi anni della vita di Paolo Angelani, artista e pittore neo-realista, messi in scena allo Scardelletti di Monterotondo (Roma) sabato 10 dicembre 2011 alle ore 21.00 con replica domenica 11 dicembre alle ore 18.00 ingresso gratuito. Opera teatrale in atto unico diretta da Edgardo Prosperi con Massimiliano Prosperi (nel ruolo di Paolo Angelani), Matilde Pietrollini (la madre), Luisa Falletta (Anna), Claudio Tempesta (l’amico Giuliano) e Giulia Marcaccio (Pia). Musiche originali composte dal Maestro Osvaldo Belli.

Ho conosciuto Enrico Angelani, fratello di Paolo, recentemente e per mera casualità. Come spesso accade il ”caso”, letto a posteriori, diviene “destino”. Enrico Angelani è un  personaggio dai modi garbati, dalla spiccata intelligenza ed apertura mentale e a lui vanno i miei ringraziamenti, sia personalmente che come cittadino di Monterotondo, per avermi offerto la possibilità di conoscere una figura artistica come Paolo Angelani. Provenendo da una famiglia di artisti pittori di Monterotondo (Gianni Baranello e il recentemente scomparso Franco Baranello), ho sentito l’esigenza di scrivere queste poche righe sull’opera teatrale “Vita e Passioni di un noto Pittore” di Edgardo Prosperi nella speranza che la città di Monterotondo sappia valorizzare i numerosi talenti artistici presenti, storicamente ed attualmente, sul proprio territorio.
Nel dramma Prosperi decide di “fotografare” gli ultimi anni della vita di Paolo Angelani con particolare attenzione alla sua vita privata, alle storie d’amore con Anna e Mariapia, all’irrequietezza del personaggio, al rapporto epistolare con il fratello Enrico (presente in sala). Non viene comunque trascurato nell’opera il racconto circa l’impegno sociale e politico di Angelani che lo ha visto partecipare alle lotte contadine per la distribuzione delle terre e a divenire, seppur transitoriamente, giovane sindaco della città di Monterotondo. Nell’opera di Prosperi l’arte di Angelani è nella trama non sempre in primo piano ma funge da collegamento tra diversi momenti della sua vita. Angelani viene inquadrato da Prosperi come un osservatore della sua realtà, un pensatore, che utilizza l’arte per raccontare la storia del suo tempo. La scena inizia con un presagio, una tela che Angelani non riesce a terminare non tanto per mancanza di volontà o di tempo ma perché quell’opera d’arte gli offre sensazioni particolari, come se fosse compiuta nella sua incompiutezza, come se fosse il simbolo di un “filo spezzato”, di una vita che, presto, nel 1971, a soli 41 anni, Paolo Angelani perderà in un incidente automobilistico. Un evento che, nel suo dramma, ha però reso possibile conservare una memoria così imponente della figura di Angelani e che nel 2011, anno del quarantesimo anniversario della sua morte, lo sta vendendo protagonista di una memoria che merita di entrare nella ”storia dell’arte”.
Per chi ha conosciuto Paolo Angelani, per la famiglia e gli amici, l’opera ha sicuramente un valore affettivo indiscutibile. Prosperi ha il merito di aver donato una nuova vita al ricordo di Paolo Angelani con un impegno di studio biografico non indifferente. Ha reso così possibile “far vedere” Paolo Angelani a tutti, destare curiosità ed interesse per un tale personaggio. Dal punto di vista più tecnico l’opera è risultata un po’ lenta, incentrata esclusivamente sul dramma e macchiata da qualche défaillance degli attori che, nonostante l’impegno dimostrato, sembravano più attenti alla performace che all’interpretazione. Di qui è risultato un Angelani (Massimiliano Prosperi) leggermente mono-tono nonostate la buona presenza scenica. Discrete le performance della Falletta, di Tempesta e della Marcaccio. Le scuse rivolte al pubblico, per il vuoto di memoria, della Pietrollini hanno “incrinato” una performance altrimenti discreta.  La regia di Prosperi è risultata nel complesso buona, forse qualche vuoto di troppo e, a volte, passaggi troppo lunghi. Immaginiamo che il gruppo abbia dovuto fare i conti con budget ridotti e con un teatro che non permette troppa flessibilità. Alla fine è risultata un’opera “commestibile” che, per poter essere esportata (e ci auguriamo possa avvenire realmente), avrebbe bisogno di qualche ritocco.

 
a cura di
Marco Baranello
direttore ISTEM (Arte e Scienza)
fondatore teoria emotocognitiva
 

come citare questa fonte (norme internazionali)
Baranello, M. (2011)
La vita di Paolo Angelani in scenza a Monterotondo
newsmeet.net, Roma 11 dicembre 2011.

 

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